Asparago

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Asparago

In Sardegna la cultura del consumo dell’asparago è antichissima e ha origine dall’utilizzo dei turioni provenienti dai biotipi selvatici (Asparagus acutifolius ed A. albus). In Sardegna la coltivazione dell’asparago (A. officinalis), appartenente alla famiglia delle liliaceae, è prevalentemente realizzata nel Medio Campidano e attualmente risulta diffusa principalmente nelle pianure dei campidani di Cagliari e Oristano.

Proprietà organolettiche e valori nutrizionali

La composizione chimica dell’asparago coltivato è la seguente:
  • calorie: 15-25%
  •  fibre: 1,5%
  •  proteine: 2,2%
  • glucidi: 3,5% fruttosio
  Medici e nutrizionisti hanno attribuito all’asparago importanti virtù salutistiche, considerandolo un eccellente alimento sotto molteplici aspetti:
  • dietetico, importante componente di diete vegetali povere di calorie;
  • vitaminico, la sua composizione equilibrata unita ai sali minerali fungono da regolatori del sistema cardiaco e nervoso;
  •  diuretico, l’elevato rapporto Potassio/Azoto esplica una buona attività diuretica.
Un "Detox" naturale L’acido asparagusico agisce proprio come un diuretico naturale favorendo l’eliminazione di tossine dal nostro corpo. Al contempo, l’espulsione di sostanze dannose e radicali liberi è favorita dal glutatione, sostanza di cui gli asparagi sono ricchi (insieme all’avocado e ai i cavoli), per non parlare del loro straordinario apporto di quercetina, rutina, saponine e acidi organici ad azione antiossidante e antiinfiammatoria che rendono gli asparagi fra gli ortaggi più protettivi nella prevenzione dei tumori. Fanno bene al cuore e prevengono l'invecchiamento    Antiossidanti e potassio, inoltre, favoriscono il controllo della pressione sanguigna e proteggono l’apparato cardiovascolare. La ricchezza in antiossidanti e l’abbondanza in acido folico e altre vitamine quali la B6, la tiamina, la K, la C, la E e i carotenoidi, fanno degli asparagi uno degli ortaggi più in grado di contrastare gli effetti negativi dei radicali liberi, proteggendo le cellule dall’invecchiamento e contribuendo così al rallentamento della perdita delle funzioni cognitive ad esso associato. Da sottolineare anche l’apporto di sali minerali, tra cui spiccano, oltre al potassio, il manganese, il magnesio, il calcio ed il cromo. Quest’ultimo, in particolare, migliora il controllo della glicemia. Gli asparagi, ortaggi a bassissimo impatto calorico, sono ricchi in inulina, un tipo di fibra grande alleata dell’apparato digerente e della flora batterica, sono pertanto utili per chi soffre di stipsi e di diabete di tipo 2. In gastronomia l’asparago lavorato e cucinato si presta a molteplici impieghi, tanto da ritrovarlo in numerose ricette tradizionali sarde.  

Coltivazione

L ’asparago è una coltura poliennale con un apparato radicale che esplora il terreno fino a superare il metro di profondità. Si avvantaggia, pertanto, di terreni fertili, profondi, ben aereati, privi di erbe infestanti perenni. Le caratteristiche chimico fisiche ottimali del terreno sono le seguenti: - tessitura: franco - sabbiosa - drenaggio: ottimo - profondità: non inferiore a 60 cm. pH: subacido 6 - 7,5 La coltura dell’asparago alterna una fase vegetativa tra la primavera e l’autunno, ad una di riposo invernale. Durante la fase vegetativa, la pianta produce i composti organici (carboidrati, proteine, vitamine, ecc.) che vengono in parte accumulati nelle radici come riserva ed in parte utilizzati per differenziare nuove radici e gemme sul rizoma sotterraneo. Dopo il periodo di riposo invernale il risveglio vegetativo è indotto essenzialmente da una temperatura minima nel terreno di 12°C per almeno 7 giorni e da un giusto livello di umidità. I turioni si sviluppano dalle gemme utilizzando esclusivamente le sostanze di riserva accumulate nella precedente fase vegetativa; pertanto la concentrazione di queste sostanze nelle radici, diminuisce progressivamente durante il periodo di raccolta. Gli steli che si differenziano dopo il termine del periodo di raccolta, continuano ad utilizzare le sostanze di riserva per almeno 2 - 3 settimane, cioè fino al termine della fioritura.

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